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RECENSIONE SERIE TV
15x43 (Il Baracchino, la stand-up non importa – 15×43)
RECENSIONE SERIE TV

Il Baracchino

Sinossi

In un locale di cabaret in decadenza, un gruppo di comici falliti e creature fantastiche cerca di salvare la propria carriera e il senso dell'umorismo in un mondo cinico.

Riepilogo Recensione

La nostra esperienza con Il Baracchino è stata un ottovolante. Tecnicamente parlando, siamo davanti a un prodotto che ci ha stupito: l'uso sperimentale di Blender, stop-motion e marionette fisiche rendono la serie un fiore all'occhiello dell'animazione italiana, con uno stile visivo punk e artigianale unico. Tuttavia, la parte narrativa ci ha lasciato con l'amaro in bocca per buona parte della visione. Nei primi tre episodi, il peso della stand-up comedy è soffocante, tanto che ci siamo chiesti se gli autori avessero scelto davvero di fare una comedy o un dramma. Il ritmo ne risente e le battute, purtroppo, non colpiscono mai il segno. Dal quinto episodio, però, la serie trova finalmente un equilibrio maturo, diventando intima e toccante. È un peccato che questo avvenga così tardi, perché rischia di respingere lo spettatore nelle fasi iniziali. La regia soffre di inquadrature troppo strette che rendono l'ambiente claustrofobico, facendoci perdere il senso del locale. In conclusione, una scommessa ambiziosa, tecnicamente eccellente ma strutturalmente zoppicante, che ripaga la pazienza solo nella seconda metà.

Consigli per la fruizione

Binge-watching totale, armati di molta pazienza per i primi episodi che fungono da rodaggio.

Densità Narrativa

FRIZZANTE - La struttura narrativa alterna momenti di profonda malinconia a sketch comici volutamente fiacchi, mantenendo un ritmo leggero che fatica a trovare una quadratura solida prima della chiusura.