Il Contesto
Un editoriale sarcastico e polemico sulla lunghissima attesa per la quinta stagione di Stranger Things e sulla decisione di Netflix di dividerla in tre parti.
Un editoriale sarcastico e polemico sulla lunghissima attesa per la quinta stagione di Stranger Things e sulla decisione di Netflix di dividerla in tre parti.
Ci siamo scagliati contro quello che definiamo un vero e proprio crimine contro l'umanità seriale: l'interminabile attesa per Stranger Things 5. Dopo tre anni dall'uscita della quarta stagione, la notizia che la chiusura dell'opera verrà frammentata in ben tre parti, rilasciate in tre mesi consecutivi tra il 2025 e il 2026, ci è sembrata una tortura psicologica. Abbiamo messo in dubbio la tenuta nervosa del pubblico, creando un test per misurare il grado di sopravvivenza dei fan di fronte a questa strategia distributiva. Che siate 'Zen Master' o 'Vittime del Sottosopra', resta l'amaro in bocca per una gestione che sembra fatta apposta per manipolare l'attenzione del pubblico. In definitiva, ci siamo chiesti se dopo tutto questo tempo il pubblico sarà ancora realmente interessato o se, come suggerito ironicamente nel nostro test, Stranger Things abbia superato il limite di tolleranza diventando un peso emotivo più che un intrattenimento.