Sinossi
Serie meta-narrativa che racconta le vicende tragicomiche di Matt Remick, nuovo capo di una major hollywoodiana alle prese con fallimenti organizzativi e sogni artistici.
Serie meta-narrativa che racconta le vicende tragicomiche di Matt Remick, nuovo capo di una major hollywoodiana alle prese con fallimenti organizzativi e sogni artistici.
The Studio è un'operazione metanarrativa di altissimo livello. Vedere Seth Rogen nei panni di un boss hollywoodiano ingenuo e disastroso ci ha regalato momenti di satira spietata, che non risparmiano nessuno. Il cast è eccezionale, con una Catherine O'Hara monumentale e un Bryan Cranston che, nelle sue poche apparizioni, ruba letteralmente la scena. Tecnicamente, la serie è un piccolo gioiello: l'uso dei long-take è magistrale, con un secondo episodio che è una lezione di tecnica cinematografica pura in un piano sequenza di 20 minuti. Anche la colonna sonora di Antonio Sánchez aggiunge una marcia in più con il suo swing percussivo. Tuttavia, è una serie che divide: il mood è puramente 'Rogeniano', fatto di personaggi che mescolano grettitudine e ingenuità. Se amate questo tipo di commedia, ne sarete catturati; se cercate qualcosa di più asciutto, potreste trovarla ripetitiva. La struttura verticale 'produzione della settimana' funziona bene, ma è nei due episodi finali che la serie trova la sua vera chiusura, unendo tutti i fili narrativi in modo soddisfacente. Il voto tecnico di 4 su 5 è meritato per l'ambizione e la realizzazione, mentre la nostra scimmia, più contenuta (2 su 5), vi consiglia vivamente una fruizione settimanale: non fate binge watching, o l'effetto 'troppo' potrebbe stancarvi presto.
Guardatela con dosaggio settimanale: un episodio alla volta per assaporare ogni cameo e ogni scelta registica.
INTENSA - La trama si snoda attraverso una densa analisi del mondo produttivo hollywoodiano, ricca di citazioni colte e cameo memorabili che richiedono un'attenzione costante da parte dello spettatore.