Sinossi
La truccatrice Melissa Reed scopre che suo padre, il serial killer Keith Hunter Jesperson, sta cercando di contattarla dal carcere per confessare un crimine commesso da un innocente, innescando una pericolosa spirale di rivelazioni.
La truccatrice Melissa Reed scopre che suo padre, il serial killer Keith Hunter Jesperson, sta cercando di contattarla dal carcere per confessare un crimine commesso da un innocente, innescando una pericolosa spirale di rivelazioni.
Ci siamo avvicinati a Happy Face con aspettative altissime, spinte da premesse narrative potenzialmente dirompenti, ma ne siamo usciti profondamente delusi. Sebbene il comparto tecnico sia patinato e ben confezionato, ci siamo scontrati con una narrazione soporosa e priva di vera sostanza. Abbiamo trovato i personaggi, inclusa la protagonista, privi di coerenza logica, vittime di repentini sbalzi emotivi che rendono impossibile empatizzare con loro. Dennis Quaid, pur essendo un attore di calibro, ci è sembrato più impegnato a gigioneggiare che a costruire un manipolatore credibile. La colonna sonora, pur raffinata, ci è apparsa pretestuosa, un tentativo di mascherare con brani d'atmosfera l'assenza di profondità emotiva nelle scene. Per quanto riguarda la figlia adolescente della protagonista, purtroppo, è stata un ricettacolo di cliché teen-horror che ha solo peggiorato la nostra percezione complessiva. In definitiva, consideriamo la serie superficiale e pretenziosa, ferma a logiche narrative superate da tempo. Consigliamo, se proprio dovete vederla, di ricorrere alla velocità 1.5x per limitare lo spreco di tempo.
Visione inattentive a velocità 1.5x.
FRIZZANTE - La massa narrativa è di 25 e la densità di 6.9, rendendo la serie un prodotto dal ritmo vacuo che cerca di forzare emozioni senza una solida struttura di base.