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RECENSIONE FUMETTO
16x25 (Motorvalley e Tra gli alberi dove nessuno ti vede – 16×25)
RECENSIONE FUMETTO

Tra gli alberi dove nessuno ti vede

Sinossi

In una cittadina di provincia popolata da animali antropomorfi in stile Richard Scarry, l'orsa Sam cerca di nascondere la propria natura di serial killer mentre un misterioso assassino semina il panico tra gli abitanti.

Riepilogo Recensione

Ci siamo trovati di fronte a un'opera profondamente straniante. L'estetica di Patrick Horvath, fatta di colori pastello e uno stile che richiama i libri per l'infanzia, si scontra brutalmente con una narrazione thriller estremamente gore e clinica. Noi abbiamo apprezzato molto la regia cinematografica, capace di giocare con le inquadrature e il montaggio per creare tensione, specialmente nelle sequenze allucinate. Sebbene la struttura giallistica ricordi molto le dinamiche di Dexter, riuscendo a mantenere un'ottima solidità narrativa, ammettiamo che il senso di déjà-vu è palpabile per chi è avvezzo al genere. Nonostante ciò, il fumetto riesce a scavare nel lato oscuro della borghesia attraverso la metafora del mondo animale civilizzato, rendendo il tutto un'esperienza disturbante e appagante. Non è la trama in sé il punto di forza rivoluzionario, quanto piuttosto l'equilibrio tra la forma grafica gioiosa e la sostanza brutale. Considerato che si tratta di un esordio, il risultato è notevole: un'opera che, pur muovendosi su sentieri battuti, cattura l'attenzione fin dalla prima pagina e lascia un segno indelebile anche dopo aver chiuso il volume unico proposto da Panini Comics.

Consigli per la fruizione

Non ci sono controindicazioni particolari; si presta benissimo sia a una lettura distesa che a un binge-reading intensivo.

Densità Narrativa

INTENSO - Il fumetto offre una densità di dettagli e sostanza narrativa molto alta in un formato relativamente breve, richiedendo un'attenzione particolare per cogliere tutte le sfumature visive e tematiche proposte.