Di cosa si tratta
Un avvocato legato alla mafia italiana torna in Corea del Sud per recuperare un tesoro nascosto, scontrandosi con una potente multinazionale corrotta e unendo le forze con un'avvocata anticonformista.
Un avvocato legato alla mafia italiana torna in Corea del Sud per recuperare un tesoro nascosto, scontrandosi con una potente multinazionale corrotta e unendo le forze con un'avvocata anticonformista.
Ci siamo immersi in questa serie coreana con la consapevolezza di trovarci di fronte a un'opera che definiremmo, senza troppi giri di parole, una soap ad alto budget. Dal nostro punto di vista, è un prodotto dichiaratamente 'plot-driven' che sacrifica lo spessore dei personaggi in nome di un ritmo da fiction televisiva frenetica. Abbiamo trovato l'interpretazione di Song Joong-ki affascinante ma carica di manierismi, mentre Jeon Yeo-been è riuscita a reggere l'intero baraccone mantenendo un equilibrio nel bailamme di generi proposti. Ci ha colpito il mix bizzarro tra commedia, heist movie e crime, che spesso scivola in incoerenze narrative e scelte discutibili, specialmente nel ritrarre la cultura italiana. Nonostante i buchi di sceneggiatura e la palese natura di 'soap', dobbiamo ammettere che il canone di genere è rispettato con una precisione chirurgica. È un disastro? Probabilmente sì, ma possiede un'energia che, se accettate i meccanismi classici della serialità coreana, riesce comunque a intrattenere.