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RECENSIONE SERIE TV
15x27 (Zero Day non è la fine – 15×27)
RECENSIONE SERIE TV

Zero Day

Sinossi

Dopo un devastante attacco informatico, l'ex presidente degli Stati Uniti George Mullen viene incaricato di guidare una commissione speciale per indagare sulla minaccia.

Riepilogo Recensione

Questa serie parte con ottime ambizioni e un cast stellare, che vede un Robert De Niro in gran forma, ma finisce per scontrarsi con i limiti di una scrittura a tratti troppo prevedibile. Sebbene la regia sia professionale e riesca a mantenere alta l'attenzione con ritmi serrati e cliffhanger ben congegnati, abbiamo avvertito una certa debolezza nella caratterizzazione dei personaggi, che appaiono come sagome ben disegnate ma prive di una reale profondità. Il finale, che sfocia nel classico monologo moraleggiante tipico dei thriller anni '90, ci ha lasciato un senso di insoddisfazione, soprattutto per come viene gestita l'ambiguità del mistero centrale. Nonostante queste cadute di stile, la serie si lascia guardare ed è supportata da un comparto produttivo di alta qualità che assolve il suo compito di intrattenimento. Non è un capolavoro, ma riesce a incollare allo schermo chi cerca un thriller spionistico che non richieda troppe riflessioni filosofiche.

Consigli per la fruizione

La visione giova particolarmente se fatta in modo ravvicinato, magari dividendo la serie in due blocchi da tre episodi l'uno.

Densità Narrativa

DISCRETA - Pur mantenendo un ritmo incalzante e una regia solida, la sceneggiatura ricorre troppo spesso a cliché del thriller politico che impediscono una vera stratificazione dei temi trattati.