Sinossi
Zara Dunne, impiegata presso un prestigioso fondo finanziario londinese, viene coinvolta in una rapina miliardaria che si rivela un gioco di potere e inganni tra alta finanza e politica.
Zara Dunne, impiegata presso un prestigioso fondo finanziario londinese, viene coinvolta in una rapina miliardaria che si rivela un gioco di potere e inganni tra alta finanza e politica.
Ci siamo approcciati a STEAL con grandi aspettative, attratti da una premessa intrigante e da un cast di alto profilo. La serie, ambientata nel cuore asettico e claustrofobico della City di Londra, ci ha inizialmente conquistati: i primi tre episodi scorrono con una tensione millimetrica, grazie a una regia rigorosa e a una colonna sonora di Martin Phipps che sa come infondere ansia e ritmo. Sophie Turner offre una prova di grande ambiguità, ben supportata da Archie Madekwe e da un ottimo Peter Mullan. Tuttavia, non possiamo nascondere la nostra delusione per la seconda metà della serie. La sceneggiatura, purtroppo, cede a logiche più hollywoodiane e meno verosimili, appesantendosi con twist narrativi a tratti forzati e un'eccessiva complicazione che coinvolge l'MI5, rendendo il tutto meno coerente rispetto all'incipit folgorante. Anche se il finale mantiene quanto promesso in termini di chiusura, ci è mancata quella cifra stilistica dolce-amara tipica del miglior prodotto britannico, come ad esempio Luther. In definitiva, STEAL è una serie ben confezionata e godibile, ma che non riesce a compiere quel salto di qualità necessario per diventare memorabile, tradendo parzialmente le premesse d'eccellenza della prima parte. Resta comunque un thriller solido, consigliato per chi cerca una visione serrata, pur consapevoli di un calo di tensione fisiologico.
Gli episodi invitano al binge watching, ma consigliamo di spalmare la visione nel corso della settimana per mantenere alta l'attenzione e trasformarli in un appuntamento quotidiano di 50 minuti.
INTENSO - La serie presenta una complessità elevata grazie a un ottimo intreccio tra frequenti punti di svolta, profondità tematica e una gestione stratificata dell'ambiguità dei personaggi principali.