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RECENSIONE SERIE TV
15x26 (American Primeval, non arriva a primavera – 15×26)
RECENSIONE SERIE TV

American Primeval - Stagione 1

Sinossi

Western crudo ambientato nel 1857 durante la 'guerra dello Utah', che segue Sara Holloway in una lotta per la sopravvivenza attraverso territori pericolosi tra mormoni, nativi e il governo federale.

Riepilogo Recensione

American Primeval è una serie che non fa sconti. Ci ha colpito per la sua messa in scena brutale e realistica, spogliando il genere western di qualsiasi epica o poesia classica, restituendoci un affresco polveroso e violento. Abbiamo trovato la regia di Peter Berg di altissimo livello, con un piano sequenza durante il massacro del primo episodio che ci ha lasciati senza fiato. Anche se il realismo estetico viene a tratti forzato, come nell'attacco dei lupi, l'impatto drammatico è assicurato. La storia scorre in modo eccellente, gestendo molteplici vicende e personaggi senza mai perdere il filo. La tensione narrativa è alta e la scansione seriale è usata in modo intelligente per approfondire l'evoluzione dei protagonisti. Un prodotto potente, ruvido, che ci ha convinti pienamente nonostante la brevità della serie; avremmo voluto qualche episodio in più per esplorare meglio questo mondo brutale. La polemica storica con la Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni non fa che confermare quanto la serie sia riuscita a toccare nervi scoperti attraverso la sua narrazione cinica e senza filtri.

Consigli per la fruizione

Godetevi la serie con più episodi alla volta per immergervi meglio nell'atmosfera.

Densità Narrativa

INTENSA - La narrazione è ricca e stratificata; la serie gestisce magistralmente un intreccio complesso di motivazioni e macchinazioni, mantenendo un ritmo incalzante che non perde mai l'attenzione dello spettatore.