Sinossi
Miniserie che narra l'ascesa al potere di Benito Mussolini, dalla fondazione dei Fasci nel 1919 fino al discorso in Parlamento del 1925 che segna l'inizio della dittatura.
Miniserie che narra l'ascesa al potere di Benito Mussolini, dalla fondazione dei Fasci nel 1919 fino al discorso in Parlamento del 1925 che segna l'inizio della dittatura.
Siamo convinti che 'M. Il figlio del Secolo' rappresenti un'eccellenza assoluta nel panorama della serialità italiana, dimostrando come si possa fare cinema di altissima qualità anche per il piccolo schermo. La scrittura è matura e stratificata: l'uso dei monologhi con la rottura della quarta parete da parte di un magnetico Luca Marinelli non è mai un escamotage pigro, ma una scelta narrativa potente che demitizza il personaggio senza cadere nell'apologia o nel didascalico. Abbiamo apprezzato enormemente l'estetica espressionista e la fotografia di Seamus McGarvey, che alterna colori violenti a tonalità cupe, perfettamente supportata da una colonna sonora elettronica di Tom Rowlands capace di donare un'aura futurista inquietante al racconto. Ogni scelta artistica, dagli accenti del cast alla fisicità dei personaggi, serve la narrazione e costruisce parallelismi con la contemporaneità che sentiamo terribilmente necessari. Non è solo una rievocazione storica, è un'esperienza visiva viscerale. Sebbene non sia la serie dell'anno in senso assoluto, si colloca tra le migliori produzioni che abbiamo visto in questa stagione televisiva. Consigliamo di non procedere con il binge-watching: il materiale è denso, emotivamente tosto e richiede la giusta digestione dopo ogni episodio per assimilarne gli impatti.
Non guardate la serie in binge watching o a blocchi: la materia è densa e richiede una scansione quotidiana per digerire ogni episodio.
INTENSA - La costruzione narrativa intreccia grottesco e realtà storica con un ritmo serrato, dove ogni inquadratura e scelta musicale è studiata per massimizzare l'impatto emotivo e decostruire il mito.