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RECENSIONE SERIE TV
16x21 (Wonder Man e The Beauty – 16×21)
RECENSIONE SERIE TV

Wonder Man

Sinossi

Simon Williams, un attore fallito con superpoteri reali, cerca di sfondare a Hollywood fingendo di essere un normale essere umano, mentre naviga tra provini umilianti, agenti senza scrupoli e la minaccia del Dipartimento di Damage Control.

Riepilogo Recensione

Noi siamo rimasti piacevolmente colpiti da questa miniserie, che consideriamo una boccata d'aria fresca nel panorama Marvel. Apprezziamo enormemente il tono meta-narrativo che gioca con l'industria cinematografica di Hollywood invece di limitarsi a raccontare l'ennesima storia di supereroi salvatori del mondo. La chimica tra Yahya Abdul-Mateen II e Sir Ben Kingsley è uno dei punti di forza assoluti dello show; finalmente vediamo un Trevor Slattery tridimensionale ed esilarante. Abbiamo trovato la scrittura brillante, capace di bilanciare momenti di commedia a tratti alla Woody Allen con una profondità emotiva inaspettata, specialmente nell'episodio in bianco e nero 'Doorman'. Tuttavia, non mancano i difetti: abbiamo percepito delle forzature narrative, specialmente riguardo alle motivazioni del Dipartimento di Damage Control e una gestione poco equilibrata dei poteri ionici nel finale, che incrina leggermente la solida sospensione dell'incredulità costruita nei capitoli precedenti. Nonostante ciò, consideriamo la serie un prodotto di grande mestiere, superiore a gran parte del materiale visto recentemente nel MCU, e che riesce a mantenere un ritmo godibile senza mai annoiare, premiando lo spettatore con una narrazione intelligente e mai eccessivamente complessa.

Consigli per la fruizione

Data la brevità complessiva di circa 4 ore, è perfetta per un binge-watching, ma consigliamo di gustarla con calma, guardando due episodi alla volta per assaporarne meglio i dialoghi.

Densità Narrativa

FRIZZANTE - La serie mantiene un ritmo costante che alimenta la curiosità costante, offrendo personaggi ben caratterizzati e tematiche ben contestualizzate che non disperdono mai l'attenzione dello spettatore.