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RECENSIONE FILM
16x13 (The Witcher 4, Brilliant Minds, il trittico di Diabolik – 16×13)
RECENSIONE FILM

Trilogia Film Diabolik

Sinossi

Adattamento cinematografico in tre capitoli del celebre fumetto delle sorelle Giussani, che segue le vicende del ladro Diabolik e della sua compagna Eva Kant tra furti impossibili e il costante inseguimento dell'ispettore Ginko.

Riepilogo Recensione

Nella nostra analisi della trilogia dei Manetti Bros., dobbiamo ammettere che le aspettative nate dalle premesse di rigore filologico sono state ampiamente deluse. Sebbene l'intento iniziale fosse quello di distanziarsi dall'estetica pop di Mario Bava per abbracciare un approccio noir e razionalista, il risultato finale si è rivelato un esercizio di stile fine a se stesso. Abbiamo riscontrato una regia eccessivamente statica, che anziché restituire la dinamicità del fumetto, produce una giustapposizione di inquadrature spesso monotone. Anche la scelta di evitare la CGI, pur apprezzabile in teoria, fallisce a causa di un know-how tecnico che appare datato e poco integrato. La recitazione, volutamente straniata per mimare i balloon dei fumetti, finisce per risultare forzata, creando un distacco fastidioso tra gli attori che sembrano non condividere mai la stessa scena. Valerio Mastandrea nei panni di Ginko rimane l'unico punto di contatto con una recitazione autentica. I dialoghi ci sono parsi ridondanti e pedanti, privi di quel ritmo cinematografico necessario per rendere viva la materia cartacea. In definitiva, consideriamo l'intera trilogia una grande occasione sprecata: i tre film soffrono di un anti-ritmo costante che non convince né lo spettatore moderno né quello nostalgico. Per noi, la trilogia non riesce mai a trasmettere la poetica del personaggio originale, rivelandosi un prodotto didascalico, privo di anima e terribilmente noioso, che lascia la nostra scimmia in uno stato letargico.

Consigli per la fruizione

Recuperate il Diabolik di Mario Bava del 1968 e lasciate perdere questa trilogia.

Densità Narrativa

DEFATICANTE - La trama scorre lenta e procedurale, focalizzandosi troppo sulla preparazione tecnica dei furti e poco sull'azione, risultando stancante per la mancanza di una vera tensione narrativa.