Sinossi
Un'analisi biografica e meta-narrativa di Ed Gein, esplorando l'impatto dei suoi crimini sulla cultura pop americana e sui capisaldi dell'orrore cinematografico.
Un'analisi biografica e meta-narrativa di Ed Gein, esplorando l'impatto dei suoi crimini sulla cultura pop americana e sui capisaldi dell'orrore cinematografico.
Siamo di fronte a un'opera ambiziosa ma discontinua, che riesce a brillare per la qualità della messa in scena tipica di Ryan Murphy, pur scivolando in alcuni momenti di eccessiva dilatazione. Abbiamo apprezzato immensamente la performance in sottrazione di Charlie Hunnam, capace di una mimesi straordinaria. La nostra opinione è divisa: se da un lato ci ha affascinato l'idea di esplorare non solo il killer, ma l'impatto che il suo mito ha avuto su film come 'Psycho' o 'Il silenzio degli innocenti', dall'altro abbiamo sentito uno scollamento tra il registro filosofico-interpretativo e quello del biopic tradizionale. Alcuni episodi ci sono parsi troppo lunghi e certe deviazioni narrative, come quella su determinati personaggi secondari, hanno appesantito il ritmo. È una miniserie potente e disturbante che ci ha lasciati con un senso di ambivalenza: l'intelletto ci dice che è un'operazione intelligente, ma il cuore (e lo stomaco) ci segnala le fatiche di una struttura non sempre equilibrata.
Consigliamo di non superare i tre episodi per volta per preservare la salute mentale e suggeriamo vivamente la visione in lingua originale per apprezzare meglio la prova degli attori.
INTENSO - Con una Massa Narrativa di 38 e Concentrazione di 5.18, la serie offre una struttura complessa che rimbalza tra tempi e interpretazioni diverse, agendo come un vero tunnel dell'orrore.